Tasting Dom Perignon P2 2008
Se hai visto il video pubblicato sui nostri social, sei qui per scoprire le nostre impressioni su Dom Perignon P2 2008.
Premetto che la mia Maison preferita è Krug, ma adoro anche qualche annata di Dom Perignon P2. Ho smesso ormai anni fa di bere Dom Perignon Vintage (ad eccezione di annate fino alla 2006) proprio a causa della delusione che le annate 2008 e 2009 mi avevano lasciato nel calice e questo rilascio di P2 era per me il meno atteso in assoluto, quello che nella mia testa avrebbe sancito la fine della mia passione per il P2.
Apriamo la bottiglia:
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Il primo calice richiama Dom Perignon in pieno: agrumi maturi, frutta secca, spezie, note affumicate. In bocca arriva, quasi inaspettata, una velata delusione mista a stupore: non è il classico P2! L'acidità la fa da padrone, quasi a scimmiottare Krug, accompagnata da note di frutta a polpa gialla. Un Dom Perignon P2 atipico? Niente affatto! Arriviamo al secondo calice: il vino si sta piano piano aprendo e con il salire della temperatura di degustazione, l'acidità iniziale lascia spazio a ritorni agrumati, mineralità molto elevata, con un finale estremamente gessoso. La delusione iniziale sta piano piano scomparendo, invogliando sempre di più alla beva. Il terzo calice è quello della conferma: questo Dom Perignon P2 2008 ha carattere, è un vero P2! Con il salire della temperatura, la parte gessosa lascia piano piano spazio alla sapidità, accompagnata da ritorni agrumati, l'acidità iniziale è in perfetto connubio con gli altri sentori. La cosa che colpisce è il finale estremamente, estremamente lungo.
In conclusione, il P2 2008 è promosso a pieni voti! Al contrario di molti altri Champagne 2008 recentemente bevuti, questo promette una longevità fuori dal comune, quasi da sembrare eterno. Mi ha anche fatto venire voglia di dare una seconda possibilità al Vintage 2008! Voto 98/100 |
