Tenuta San Guido... e Sassicaia 2023
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Ci sono cantine che rappresentano un territorio. Poi ci sono cantine che quel territorio lo hanno cambiato per sempre. Tenuta San Guido appartiene decisamente alla seconda categoria. Visitare Tenuta San Guido non significa semplicemente degustare grandi vini. Significa entrare in una parte fondamentale della storia del vino italiano moderno. Il lungo viale dei cipressi, le vigne che guardano il mare, la cura quasi maniacale per ogni dettaglio: tutto trasmette immediatamente la sensazione di trovarsi in un luogo speciale. Inizio con un doveroso ringraziamento per la straordinaria accoglienza di Benedetta Professionalità assoluta accompagnata da una spontaneità e da una passione autentica che hanno reso la visita ancora più speciale. Ogni vino è stato raccontato con naturalezza, senza mai trasformare la degustazione in qualcosa di costruito o troppo tecnico. C’era il piacere reale di condividere una storia, un territorio e una filosofia produttiva che hanno reso Tenuta San Guido una delle realtà più iconiche del vino mondiale. |
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Durante la visita ho avuto modo di degustare: Le Difese 2024 |
E sì, inutile girarci intorno: il vino che mi ha colpito più di tutti è stato senza dubbio Sassicaia 2023.
Le Difese: immediatezza e piacevolezza
Le Difese è probabilmente il modo più diretto per entrare nel mondo Tenuta San Guido. Un vino che punta molto sulla bevibilità e sull’equilibrio, senza mai risultare banale.
L'annata 2024 appare fresca, dinamica e già molto godibile, mentre la 2023 mostra un po’ più di profondità e rotondità. Entrambe condividono quella pulizia stilistica che rende i vini della Tenuta immediatamente riconoscibili.
Non cercano di impressionare con la forza, ma con precisione e armonia. E funzionano tremendamente bene.
Guidalberto 2023: il perfetto equilibrio
Guidalberto è uno di quei vini che ogni anno riesce a mettere d’accordo tutti. Più complesso e strutturato rispetto a Le Difese, ma ancora estremamente accessibile.
Nel calice la 2023 è già molto espressiva: frutto maturo ma mai eccessivo, spezie fini, legno perfettamente integrato e una bocca scorrevole che invita continuamente al sorso successivo.
Ha eleganza, profondità e una qualità notevole per la fascia di prezzo in cui si colloca.
Sassicaia 2022: classe e prospettiva
Parlare di Sassicaia è sempre complicato, perchè il rischio di essere retorici è altissimo.
La 2022 è un'annata ancora in piena evoluzione. Si percepisce chiaramente la sua classe: tannino raffinato, naso profondo, equilibrio impeccabile. Però oggi sembra quasi voler tenere qualcosa nascosto, come se avesse bisogno di tempo per raccontarsi davvero fino in fondo.
È uno di quei vini che probabilmente tra qualche anno farà capire ancora meglio il proprio valore.
Sassicaia 2023: sorprendentemente pronto
Poi arriva lui. Sassicaia 2023.
Ed è stata probabilmente una delle degustazioni più sorprendenti che abbia fatto negli ultimi tempi.
Mi aspettavo un vino chiuso, contratto, ancora tutto da costruire. Invece la 2023 è già incredibilmente espressiva. Aperta, coinvolgente... quasi disarmante per quanto sia già piacevole oggi.
Il frutto è vivo e preciso, le note balsamiche e speziate sono perfettamente fuse, il tannino è presente ma setoso e il vino scorre con una naturalezza impressionante.
La cosa più sorprendente è proprio questa: è già buonissimo adesso, ma allo stesso tempo lascia intuire una longevità enorme. Una combinazione rarissima. Di solito i vini molto giovani che risultano subito così accessibili rischiano di perdere qualcosa nel lungo periodo. Qui invece si percepisce chiaramente che sotto c’è struttura, profondità e un equilibrio destinato a durare per decenni.
Un Sassicaia che riesce contemporaneamente ad emozionare subito e a promettere un futuro straordinario.
E non è una cosa che capita tutti gli anni....
Ma potevo fermarmi qui?...
Si sa, quando beviamo un vino direttamente in cantina è sempre più buono. L’atmosfera, il contesto, l’emozione della visita… tutto contribuisce a rendere l’esperienza unica.
Per questo motivo ho sempre bisogno di una conferma dopo le prime impressioni.
E così, una volta tornato a casa, ho deciso di riaprire il discorso Sassicaia.
Prima con una degustazione comparata tra Sassicaia 2023 e Sassicaia 2021. Poi con altre due bottiglie di 2023 bevute in contesti completamente diversi: una a cena e una addirittura da meditazione durante un aperitivo tra appassionati.
Il risultato? La prima impressione è stata confermata totalmente.
Sassicaia 2023 vs 2021Il confronto con la 2021 era inevitabile. Annata celebratissima, già considerata da molti tra le migliori degli ultimi anni. Due annate 100 Punti Parker sul tavolo: E infatti la 2021 è impressionante. Più profonda, più austera, più “classica” nel senso più nobile del termine. Ha una trama tannica più importante, maggiore severità e una sensazione quasi monumentale. È un vino che oggi lascia intravedere enorme grandezza ma che come di consueto deve ancora compiere del tutto il proprio percorso. La 2023 invece gioca una partita diversa. Meno rigida, meno introversa, ma incredibilmente affascinante fin da subito. Ha una precisione aromatica pazzesca, un frutto luminoso, una componente balsamica elegantissima e soprattutto una facilità di beva quasi surreale per un vino di questo livello. Non è “semplice”, anzi. È proprio la sua apparente naturalezza a colpire. Riesce ad essere complessa senza diventare pesante, raffinata senza risultare distante. E la cosa incredibile è che, nonostante sia già così godibile oggi, lascia percepire chiaramente un potenziale evolutivo enorme.
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La vera prova definitiva però è arrivata con le successive aperture della 2023.
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La prima durante una cena casalinga, dove il vino ha mostrato tutta la sua capacità gastronomica. Elegante, dinamico, mai invasivo. Ogni sorso accompagnava il piatto senza mai sovrastarlo, mantenendo sempre una freschezza impressionante. |
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La seconda invece è stata quasi una provocazione: aperitivo, senza cibo, bottiglia aperta “solo per il piacere di berla”. |
In conclusione...
Se sei un amante di Sassicaia, il consiglio è semplice: acquistane almeno due bottiglie.
Una da bere oggi.
E una da dimenticare in cantina per molti anni.
Perchè il Sassicaia 2023 ha qualcosa di raro: riesce ad emozionare immediatamente senza rinunciare alla prospettiva futura. È già straordinariamente godibile ora, con un equilibrio e una piacevolezza quasi disarmanti, ma sotto questa apparente immediatezza si percepisce chiaramente una struttura destinata a evolvere a lungo.
Ed è proprio questo il bello.
Aprirne una oggi significa vivere tutta la parte più seducente della sua giovinezza: il frutto vivo, la precisione aromatica, la freschezza e quella scorrevolezza che rende il calice fin troppo facile da finire.
Conservarne una invece significa concedersi il lusso della curiosità. Capire cosa diventerà tra 10, 15 o 20 anni. Vedere come un vino già così completo riuscirà a trasformarsi nel tempo, sviluppando quelle note terziarie e quella profondità che hanno reso leggendario il nome Sassicaia nel mondo.
Perchè alcuni vini sono semplicemente buoni.
Altri invece diventano veri ricordi.
E il Sassicaia 2023, almeno per me, ha tutte le caratteristiche per diventare uno di quelli che tra molti anni ci ricorderemo perfettamente di aver bevuto.




